FINO ALL’ULTIMO RESPIRO

Laboratorio di Teatro Fisico – II modulo
Ogni martedì | ore 18:30 fino al 19 marzo 2019
c/o Casa delle Associazioni – Baraccano, Via Santo Stefano 119/2, Bologna

Servono luoghi, persone, dinamiche, menti, cuori e anche ardimentosi corpi che non hanno paura di CADERE. Lasciarsi andare è il trucco per arrivare al succo della questione. Alla radice di noi stessi.

Come si fa? Si compie un atto molto coraggioso: ci si fida di se stessi.

In che modo? Attraverso canali, mezzi, linguaggi che mettono l’essere umano al centro dell’indagine. Per noi, il teatro è il mezzo più efficace.

Fino all’ultimo respiro, il laboratorio di teatro fisico a cura della compagnia LegÀmi, ha avuto un grande inizio: attraverso le tecniche del teatro fisico e dei nuovi linguaggi performativi ha formato un gruppo di persone che pian piano ha inziato a sentire il desiderio di stare vicini, abbracciati e, coccolandosi poeticamente,  di trasformarsi in esseri senza filtri ma solo ricchi di emozioni.

Chi è venuto a vederci alla performance conclusiva del primo modulo, Caduta libera, si è commosso e ha ringraziato. Ci ha ringraziato di aver saputo essere così vicini e così fragili. In fondo tutti noi dinanzi alla fragilità torniamo ad essere umani.

Il secondo modulo di questo nostro percorso per la formazione attoriale approfondisce le tecniche del teatro fisico, di teatro danza e di nuovi linguaggi performativi  e prende in prestito alcune delle principali arti circensi per far nascere e crescere riflessioni condivise sulla responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti di quello che viviamo.

Il sogno sarà la tematica principale, attraverso il quale arrivare alle radici di noi stessi; un percorso di esplorazione onirica, fisica e tecnica, che i partecipanti affronteranno attraverso:

1 . un training specifico studiato e praticato dall’insegnante Mariagrazia Bazzicalupo nella sua decennale esperienza.

2. l’esplorazione del proprio mondo inconscio, immaginario e poetico seguendo le principali metodologie di Jerzy Grotowski, appartenenti al suo ultimo periodo di pratiche teatrali.

Il laboratorio è rivolto a tutti coloro che hanno dai 20 ai 40 anni.
Si richiede una minima esperienza teatrale pregressa.

Per informazioni o per iscrizioni, scrivici a compagnialegami@gmail.com o chiamaci al 3287312861

CONTENUTI

– Risveglio e drammaturgia del corpo
– Lavoro sul ritmo e sullo spazio
– Sperimentazioni vocali
– Studio delle possibili connessioni tra la voce, le sue potenzialità, la musica e la sua struttura ritmica
– Costruzione di un testo a partire dal lavoro delle azioni fisiche e dallo studio di partiture vocali

A questi, si aggiungerà una parte finale dedicata alla costruzione di una partitura fisica, vocale ed emotiva, partendo dal lavoro delle azioni fisiche e dallo studio e sperimentazione delle principali linee guida del progetto Teatro delle Fonti di Jerzy Grotowski.

STRUTTURA DEL PERCORSO

Il secondo modulo partirà il 15 gennaio e si concluderà il 19 marzo con una presentazione finale aperta al pubblico. Sarà così suddiviso:

I° sezione

Studio delle tecniche di risveglio e conoscenza del proprio corpo attraverso l’utilizzo del training base sviluppato dall’attrice performer Mariagrazia Bazzicalupo.

Lavoro sul ritmo e sull’occupazione performativa dello spazio attraverso l’utilizzo di ritmi e modalità plastiche diverse, e lo studio basico delle tensioni e delle temperature energetiche che il corpo può esperire in scena.

II° sezione

Acrobatica, Acroyoga, Equilibrismo: tre elementi utilizzati dal performer per ricercare nuove dinamiche spaziali e relazionali all’interno di un gruppo di riferimento e di un’indagine su tutte le potenzialità fisiche, necessarie a stravolgere la nostra abitudine di raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo.

III° sezione

Ricerca di un metodo personale per l’allenamento e la drammaturgia del corpo dell’attore attraverso l’utilizzo extra-quotidiano del corpo e una continua ricerca di dinamiche corali e individuali per raggiungere una concentrazione totale e una predisposizione all’ascolto delle energie invisibili.

Costruzione di un linguaggio espressivo di base comune e creazione di un allenamento di gruppo, in apertura verso l’altro; destrutturazione dell’approccio comune al training visto come ripetizione di esercizi in modo solipsistico.

IV° sezione

Sperimentazioni vocali: studio dei principali risuonatori vocali e delle possibili connessioni tra la voce, la musica e la sua struttura ritmica, con particolare attenzione al rap e alla musica hip pop.

V° sezione

Costruzione di un monologo/dialogo partendo dal lavoro delle azioni fisiche. Lavoro sulla drammaturgia scenica attraverso il corpo e lo sviluppo di un suo linguaggio consapevole e preciso, per uno studio organico del testo, in modo da evitare un approccio logico, che rende la parola sterile e poco espressiva.

VI° sezione

Lavoro sul clown come personaggio simbolico che sfida sé stesso e gli altri per essere semplicemente quello che è, senza imbarazzo, senza pudore.

“E’ paradossale che nell’elaborazione di un comico, la tragedia stimoli un senso di ridicolo; perchè il ridicolo, immagino sia un atteggiamento di sfida. Dobbiamo ridere in faccia alla tragedia, alla sfortuna e alla nostra impotenza contro le forze della natura, se non vogliamo impazzire.”

“Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che di intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e bontà.”
Charlie Chaplin

VII° sezione

Approfondimento: studio e sperimentazione delle principali linee guida del progetto Teatro delle Fonti di Jerzy Grotowski, dove l’asse dell’esplorazione è rappresentato dalla fonte di differenti tecniche tradizionali, ossia ciò che “precede le differenze”.

In quel limbo dove siamo ancora tutti uguali e tutti umani; in quella sfera in cui non esiste né il tempo né lo spazio e dove tutto è possibile; proprio come nei sogni, si costruirà un’azione performativa corale che sarà presentata al pubblico attraverso uno spettacolo.

“Fino a quando avrò la voce per parlare, non smetterò di dire che abbiamo bisogno di ritrovarci all’ombra di noi stessi. Il sogno, la trance, il gioco, l’amore, lo sballo ci aiutano a raccogliere i pezzi di un puzzle che facciamo fatica a costruire.
Perché? Abbiamo dimenticato e abbiamo paura di guardare in faccia come stanno le cose. Paura di essere quello che poi, alla fine, non avremmo voluto essere. Per avere un ‘idea confortante di noi, abbiamo bisogno di mentire. Eppure oggi, ieri e l’altro ieri ancora, abbiamo avuto la sensazione di ritrovarci da soli dinanzi ad un futuro che poi dove mai ci porterà. Non interessa a nessuno saperlo, perché già arranchiamo ad aggrapparci ad un presente così macellaio delle nostre anime, che solo al pensiero di un domani identico e immutato, potremmo rischiare di impazzire…”

Mariagrazia Bazzicalupo – regista della Compagnia

Un pensiero riguardo “FINO ALL’ULTIMO RESPIRO”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...